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La Polonia non cambia la legge sull'aborto


September 07, 2011


By Paul De Maeyer, zenit.org

ROMA, martedì, 6 settembre 2011 (ZENIT.org).- In due separate votazioni, la Camera bassa del parlamento della Polonia - il Sejm - ha deciso mercoledì 31 agosto di mantenere lo "status quo" e di non cambiare l'attuale legge sull'aborto. Introdotta nel 1993, cioè dopo la caduta del regime comunista, la normativa depenalizza l'interruzione della gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione soltanto in tre condizioni "eccezionali", ovvero quando il feto presenta gravi malformazioni, quando la madre è stata vittima di uno stupro o di incesto, e quando la vita della futura madre è in pericolo. . . .

"Anche se contraddice l'opinione dominante nel mondo occidentale", la proposta di mettere al bando completamente l'aborto in Polonia - il Paese svolge in questo momento la presidenza di turno dell'UE - è "pienamente compatibile" con il diritto internazionale ed europeo. Lo ha ribadito il direttore del Centro Europeo per il Diritto e la Giustizia (ECLJ), Grégor Puppinck. Come spiega su LifeNews.com (19 luglio), "non esiste alcun 'diritto all'aborto' né alcun diritto che possa includere un 'diritto all'aborto' in nessun strumento vincolante a livello internazionale o europeo".

Nella sentenza sul caso A, B e C contro l'Irlanda, la stessa Corte Europea dei Diritti umani ha ricordato ad esempio nel dicembre 2010 che il noto articolo 8 della Convenzione Europea sui Diritti umani "non può ... essere interpretato in modo da consacrare un diritto all'aborto". Inoltre, l'articolo 2 della Convenzione obbliga gli Stati membri a proteggere la vita. Per questo motivo, così continua Puppinck, "se la Polonia sceglie di permettere una maggiore protezione del diritto alla vita rispetto agli altri Stati membri, proteggendo la vita dal momento del concepimento, è libera di farlo". . . .

You can read the entire story here (in Italian).